"Dopo il voto faremo i conti". Gratteri ora passa alle minacce ai giornali

Scritto il 11/03/2026
da Redazione web

Il procuratore non si scusa per la fake, ma avverte il Foglio (e chi lo critica): "Se dovete diffamare fate pure. Dopo il referendum tireremo una rete". Poi la minaccia: "Ennesima polemica, valuterò querele"

Non bastava lo scivolone su Falcone. Ora Nicola Gratteri non solo casca su Sal Da Vinci, ma arriva pure a minacciare chi gli fa notare che diffondere fake, soprattutto alla vigilia del voto, non gli fa onore.

"Sal Da Vinci? Succede che era tutto uno scherzo", risponde il procuratore al Foglio, "Non sapete scherzare?". A nulla serve fargli notare che durante il dialogo con Gramellini su La7 sembrava piuttosto serio: "Ridevo con il presentantore", insiste lui. E ancora: "Io giocavo", "Era tutto un gioco tra me e il presentatore", "Ci siamo guardati, abbiamo riso".

Tutto uno scherzo, quindi? Una gag ad hoc durante un talk show per alleggerire gli animi? Difficile dirlo. Se così fosse, significherebbe che non solo Gratteri è scivolato - di nuovo - su una fake news, ma lo ha fatto anche consapevolmente. A dirlo è anche Antonio Di Pietro, secondo cui - gli fa notare la giornalista del Foglio - quella del procuratore di Napoli è una tecnica studiata per avere risonanza sui media. "È un’interpretazione che lascio a voi e a Di Pietro”, ribatte lui senza smentirla, "Il punto è semplice: a una battuta ho risposto con una battuta".

Ma quello che fa specie è "l'avvertimento" che lo stesso Gratteri lancia nel colloquio con la giornalista del Foglio Ginevra Leganza. "Senta, con voi del Foglio…", dice. Poi la bomba: "Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti. Nel senso che tireremo una rete".

L'evocare la "diffamazione" lascia poco spazio all'interpretazione della "rete" a cui si riferisce Gratteri e suona come una minaccia a tutti i giornali. Una frase che ha immediatamente scatenato nuove polemiche.

"Voglio esprimere solidarietà al quotidiano Il Foglio per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri", ha detto su X il vicepremier Antonio Tajani, "Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa. È inaccettabile che un magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni, paventando ritorsioni, nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare il proprio lavoro. Un cattivo esempio, in contrasto anche con l’appello del Presidente della Repubblica al rispetto dei toni e del libero pensiero".

"Stupisce che una dichiarazione dal contenuto assimilabile ad una sorta di intimidazione alla libera stampa arrivi da un magistrato". Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Informazione e all'Editoria, Alberto Barachini, commenta così le parole rivolte da Nicola Gratteri a Il Foglio a proposito del referendum sulla Giustizia. "Esprimo la mia vicinanza al direttore del Foglio. Attendiamo che il procuratore si scusi", conclude Barachini in una nota.

"Esprimiamo piena solidarietà al quotidiano Il Foglio e ai suoi giornalisti per le parole pronunciate dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri, onnipresente frontman del No, nell'intervista pubblicata oggi dal giornale. Quando il Procuratore a capo della Procura più grande d'Europa afferma che 'dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti' e annuncia che 'tireremo una rete', non siamo più di fronte a una battuta infelice ma a parole che suonano come una vera e propria intimidazione nei confronti di un organo di stampa". Lo afferma in una nota il Comitato Camere Penali per il Sì. "L'immagine di questa "rete" evoca, infatti, in modo sinistro e inquietante quelle note operazioni di pesca a strascico a cui purtroppo ci ha abituato negli anni Gratteri e che sistematicamente si sono concluse con le vite distrutte di centinaia di persone innocenti, ingiustamente private della libertà personale - prosegue -. È inaccettabile che chi esercita una funzione così delicata utilizzi toni e immagini che paventano ritorsioni nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare il proprio lavoro. In una democrazia liberale la libertà di stampa non può essere oggetto di minacce, tanto meno da parte di chi rappresenta lo Stato e dovrebbe per primo garantire equilibrio, misura e rispetto delle istituzioni".

"Prendo atto della ennesima polemica. Però io so bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l'azione civile. Appena avrò un po' di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile". Così, all'ANSA, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri sulle polemiche relative alle sue dichiarazioni a una giornalista de Il Foglio. "Se l'espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace", ha aggiunto il procuratore di Napoli. "Questo è il mio pensiero, - sottolinea Gratteri nella dichiarazione all'ANSA - e gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?", conclude