Quasi 26mila euro di reddito medio su scala nazionale, con punte che superano i 30mila euro in Lombardia, mentre la Calabria resta fanalino di coda fermandosi poco sopra i 19mila euro.
È questa la fotografia del reddito degli italiani fatta dal ministero dell’Economia e delle finanze, che negli scorsi giorni ha pubblicato, sul sito del Dipartimento delle finanze, le statistiche relative alle dichiarazioni Irpef e Iva 2025, presentate per il periodo d’imposta 2024.
Confrontando le dichiarazioni 2025 con quelle presentate nel 2024, i redditi hanno registrato un incremento del 4%, per un valore medio di 25.820 euro, mentre perdura il divario significativo tra il reddito medio delle regioni centro-settentrionali e quello delle regioni meridionali.
Ma sono tanti i dati del ministero che danno un quadro generale del sistema reddituale del nostro Paese tra cui, quello più pesante, cioè gli 11,3 milioni di italiani che di fatto non versano l’Irpef.
Contribuenti totali e tipologie di reddito
Come riportato dal Dipartimento delle Finanze del ministero nel documento di sintesi, sono oltre 42,8 milioni (+0,6%) i contribuenti che, per il periodo d’imposta 2024, hanno assolto l’obbligo dichiarativo attraverso la presentazione della dichiarazione “Redditi Persone Fisiche” e “730”, o indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta.
Per quanto riguarda il reddito, la media più elevata è quella da lavoro autonomo, pari a 67.510 euro, mentre quello dichiarato dagli imprenditori e/o titolari di ditte individuali si ferma a 28.550 euro. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, invece, il reddito medio è pari a 24.250 euro mentre quello dei pensionati a 22.390 euro.
La differenza tra il reddito medio dei lavoratori autonomi e quello dichiarato dai lavoratori dipendenti è dovuta anche alle diverse modalità di indicazione dei contributi previdenziali. In particolare, i redditi dei lavoratori dipendenti sono espressi al netto dei contributi, mentre quelli dei lavoratori autonomi vengono indicati al lordo degli stessi.
Rispetto all’anno precedente, crescono i redditi da lavoro dipendente (+4,1%) e quelli da pensione (+5,3%). Segno opposto, invece, per i redditi legati alle attività economiche, che registrano una flessione diffusa: arretrano il reddito degli imprenditori in contabilità ordinaria (-4,5%) e quello da lavoro autonomo (-4,1%), mentre cali più contenuti interessano la contabilità semplificata (-1,6%) e i redditi da partecipazione (-1,0%).
Imposta netta
L’ammontare complessivo delle imposte nette dichiarate raggiunge i 197,4 miliardi di euro, in aumento del 3,9% rispetto all’anno precedente, con un valore medio pro capite di 5.790 euro tra i 34,1 milioni di contribuenti che dichiarano un’imposta netta.
A dichiarare un’imposta netta pari a zero sono circa 8,7 milioni di contribuenti: rientrano in questa platea sia i soggetti nelle fasce di esonero, sia coloro che azzerano l’imposta grazie alle detrazioni, sia chi percepisce esclusivamente redditi soggetti a tassazione sostitutiva.
Tipo di dichiarazione e reddito
Per presentare la propria posizione reddituale 25,2 milioni di persone fisiche hanno scelto il modello 730 (numero in aumento di oltre 752mila unità) mentre altri 8,4 milioni di contribuenti hanno deciso di utilizzare, invece, il modello “Redditi Persone Fisiche”.
Come ricorda il report, inoltre, i dati relativi ai restanti 9,2 milioni di contribuenti non tenuti a presentare direttamente la dichiarazione sono stati acquisiti tramite il modello Certificazione Unica (CU) compilato dal sostituto d’imposta.
Tra le tipologie di reddito dichiarato, l’84,6% deriva da lavoro dipendente e pensioni, con il reddito da lavoro dipendente che ne rappresenta il 54,4%.
Dati Iva
Oltre ai redditi da lavoro dipendente, c’è la quota di economia legata all’Iva. Complessivamente, il volume d’affari si attesta intorno ai 4.688 miliardi di euro, anche qui con una flessione dell’1% rispetto al 2023.
Il perno del sistema Iva resta quello delle società di capitali: pur rappresentando poco più di un terzo dei contribuenti, generano quasi il 90% del volume d’affari complessivo. Nel 2024 poco più di 4,1 milioni di contribuenti hanno presentato la dichiarazione Iva, dato in leggero calo rispetto all’anno precedente.

