Cala il sipario sull'avventura di Claudio Ranieri alla Roma, esonerato ieri dai Friedkin come ribadito dall'ormai ex Senior Advisor giallorosso: "L'interruzione del rapporto è dipesa da una decisione unilaterale della società". Tradotto: niente dimissioni da parte di Sor Claudio, ma una cacciata in piena regola da parte dei Friedkin che in 6 anni hanno bruciato già due bandiere (De Rossi e Ranieri) e diversi allenatori (in primis il totem Mourinho). Tutti impalati e sacrificati sull'altare di una zona Champions che la Roma continua a inseguire senza raggiungerla. Stavolta però nella guerra fratricida tra il duo Ranieri-Massara con Gian Piero Gasperini i proprietari americani si sono schierati al fianco dell'allenatore, cosa non accaduta una anno fa nel dualismo De Rossi-Souloukou. A spingere per Gasp soprattutto la tifoseria romanista, schieratasi in larga maggioranza a supporto del tecnico di Grugliasco negli ultimi giorni. Et voilà: l'addio è stato servito. Ora Gasperini avrà pieni poteri. Tanto che nelle prossime settimane verrà rivoluzionato lo staff medico (ci sono stati diversi dissapori con l'allenatore) e il ds Ricky Massara verrà rimpiazzato: "È una bravissima persona, ma sotto l'aspetto tecnico non abbiamo mai trovato feeling".
Parole quelle del Gasp, al netto delle numerose divergenze sulle mosse di mercato tra agosto e gennaio, che sanno di preludio alla mancata conferma dell'uomo-mercato. Al suo posto pronto Cristiano Giuntoli (molto stimato da Gasperini), favorito su Tony D'Amico (ha già lavorato con Gasp all'Atalanta). E non finisce qui: la piazza spinge e reclama il ritorno in pompa magna di Francesco Totti. Nell'anno che porterà al Centenario (previsto per il 2027) riavere in società l'iconico numero 10 può risultare vincente come mossa per fare il pieno di consensi e riaccendere l'entusiasmo della piazza. Tra l'altro l'ex capitano vanta un ottimo rapporto con Gasperini come testimonia la cena al Quirinale. Totti scalpita e ha già dato il suo benestare al grande ritorno, purché possa avere un ruolo da protagonista con voce in capitolo a livello decisionale. Tipo l'incarico di Senior Advisor lasciato libero da Ranieri e non quello di ambassador del Centenario prospettato un paio di mesi fa. La Roma targata 2026/27 potrebbe ripartire dalla GGT (Gasperini-Giuntoli-Totti) per provare finalmente a lottare per i primi posti dopo un decennio costellato da più ombre che luci. Serve anche una proprietà maggiormente presente. Altrimenti - come già accaduto negli ultimi anni - alle prime difficoltà il rischio concreto è ancora quello di vedere andare tutto a scatafascio.

