Le polemiche sul 25 aprile ogni anno arrivano puntuali come un orologio. Stavolta, a onor del vero, giungono con qualche settimana di anticipo. Ad accendere le polveri è l'Arci Milano il cui presidente, Maso Notarianni, in una lettera aperta alla Comunità ebraica pubblicata sui propri profili social scrive: "Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani e le italiane che credono nei valori della Libertà, della Democrazia e della Pace. Tra loro, un posto d'onore spetta ai combattenti della Brigata Ebraica. La loro stella gialla è parte integrante della nostra Resistenza. Per questo motivo, quest'anno come sempre, le insegne della Brigata Ebraica sono le benvenute al corteo di Milano. La storia della Brigata Ebraica è storia italiana e va onorata come tale".
Dopo questa premessa, che plaude allo sforzo di alcuni dei protagonisti indiscussi della Resistenza, purtroppo ogni anno incredibilmente contestati in piazza a Milano, arriva la stoccata dell'Arci. La Costituzione, sottolinea Notarianni, "all'articolo 11 'ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta' degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Oggi le bandiere dello Stato di Israele non rappresentano quei valori. Rappresentano una guerra che non accenna a fermarsi. Rappresentano l'occupazione illegale di territori palestinesi, l'espansione degli insediamenti in Cisgiordania, e un'operazione militare a Gaza che numerose organizzazioni internazionali e giuristi di tutto il mondo non esitano a definire con il termine 'genocidiò".
"Sarebbe una bestemmia contro la memoria dei partigiani - si legge nella lettera - inclusi quelli della Brigata Ebraica, utilizzare il 25 aprile per sventolare la bandiera di uno Stato che oggi sta compiendo quelle stesse violenze che i partigiani combatterono".
Si possono avere diverse idee sul conflitto arabo-israeliano ed è normale che, in un Paese libero, vi siano posizioni anche molto diverse fra loro. Ciò che è triste, in questo come in altri casi simili, è strumentalizzare i simboli. Il 25 aprile oltre ad essere un simbolo dovrebbe essere la festa di tuti gli italiani per la "riconquista" della libertà. Non un'occasione per aizzare le folle contro questo o quell'avversario.

