(S)profondo rosso per il campo largo. Le recenti elezioni, che avrebbero dovuto sancire l’ennesimo rimbalzo della pseudo coalizione formata da Pd, M5s e forse Avs, ha dimostrato tutte le sue fragilità. Per settimane l’attuale opposizione di Governo ha lanciato la corsa alle elezioni politiche del 2027, dipingendosi come la principale forza del Paese a fronte del risultato del referendum. Un equivoco che ha, evidentemente, tratto in inganno il campo largo che ha considerato fin dall’inizio il referendum come una sfida politica, che non era. Infatti, al primo vero test, rappresentato dalle elezioni comunali, i risultati non sono arrivati. E ora inizia l’effetto domino per il Partito democratico, che in queste settimane sta incontrando molte difficoltà a partire dall’uscita dal partito di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo da tempo in rotta con la linea imposta da Elly Schlein, schiacciata sulle posizioni del M5s per forzare una coalizione di scopo.
Dopo l’uscita di Picierno, infatti, il Partito democratico è nel mezzo della bufera nelle Marche, dove la segretaria regionale Chantal Bomprezzi ha rassegnato le dimissioni. La decisione è arrivata all'indomani della sconfitta elettorale a Macerata della sinistra al ballottaggio, che solo per 10 voti non è stata anticipata due settimane fa, quando il candidato del centrodestra ha mancato l’elezione al primo turno fermandosi al 49,96%. Due settimane fa, però, il centrosinistra ha perso altre elezioni importanti nelle Marche a Senigallia, San Benedetto del Tronto e Fermo, dove il campo largo non ha raggiunto nemmeno il ballottaggio. Queste erano le quattro città più importanti al voto in questa tornata e la sinistra non è riuscita a strapparne nemmeno una.
Secondo quanto prevede lo Statuto del partito, entro 30 giorni dovrà essere convocata un'assemblea interna dalla presidente dell'assemblea regionale, Silvia Venerucci, per evitare il commissariamento. “Credo che il congresso debba essere fatto subito, perché si devono individuare i nuovi organismi regionali che devono preparare anche le prossime elezioni politiche. Non è pensabile che venga qualcuno catapultato da Roma”, ha dichiarato il consigliere regionale del Pd, Fabrizio Cesetti. “Quello che è mancato è stata un'unità vera, sostanziale, nel Partito democratico e nel campo largo, che tra l'altro ha dimostrato nelle Marche di non essere sufficiente per competere nelle singole realtà territoriali, nei comuni come come nella regione. Bisogna cercare di andare anche oltre e soprattutto essere più coesi”, ha aggiunto Cesetti, lanciando un forte segnale anche a Roma.
Il caso delle Marche si inserisce in un quadro ben più complesso, che parte da Picierno ma tocca anche la Puglia, dove nelle scorse ore è caduta la prima giunta di campo largo d’Italia, quella di Foggia, per mancanza numerica della maggioranza. Il sindaco ha deciso di rimettere il suo mandato a seguito del Consiglio comunale per l’approvazione del bilancio al quale non si sono presentati i suoi consiglieri a seguito di una serie di scontri che si registrano già da giorni per l’equilibrio politico dell’amministrazione tra i partiti che compongono il campo largo.

