Il meloniano Alessandro Basso e il leghista Loris Bazzo, rispettivamente sindaco di Pordenone e di Carlino (Udine) si uniranno civilmente il prossimo 27 giugno. La notizia delle prime unioni civili tra due sindaci omosessuali di centrodestra continua a creare dibattito nel mondo politico. “È certamente un inedito, una coppia di sindaci è piuttosto rara. Il nostro matrimonio riassume tanti anni di attacchi della sinistra”, ha detto al Messaggero il sindaco di Pordenone che, poi, ha aggiunto: “Lungi dal fare polemiche in un momento così importante, ma va detto che la destra ha superato, in tema di diritti, la sinistra: fino a qualche tempo fa non si poteva immaginare”.
Il rito si svolgerà nel Chiostro di San Francesco a Pordenone e sarà celebrato dall’ex sindaco Alvaro Cardin. “Il nostro matrimonio rappresenta un superamento delle barriere e un segnale di maturità politica e personale”, ha aggiunto Basso, dirigente di scuola superiore ed ex consigliere regionale che ha ricordato anche le difficoltà del futuro marito che ha alle spalle un matrimonio ed è padre di due figli. Questa vicenda ha tenuto banco anche questa mattina in Senato quando, nel corso della discussione generale sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Matteo Renzi ha commentato: “Due sindaci del centrodestra, uno di Fratelli d’Italia e uno della Lega, hanno annunciato le loro unioni civili. Bellissimo, dieci anni fa eravate contro questa legge di civiltà. Spero che ci mettiate meno di dieci anni che all’opposizione ci sono anche idee interessanti da portare avanti insieme”.
Il Pd del Friuli Venezia Giulia, invece, in una nota ha scritto: “Felicitazioni sincere senza polemica” per i sindaci Basso e Bazzo che “compiono assieme un passo così importante per loro e per le famiglie, reso possibile dalla legge sulle unioni civili approvata da un governo di centrosinistra con voto di fiducia”. E ha aggiunto: “Allora il centrodestra fu contrario ma la scelta dei due sindaci è la prova che i tempi erano maturi per una buona legge, ed è stato capito. Poteva esserlo anche il ddl Zan”. Il Pd del Friuli conclude augurando “a tutti di poter vivere questo momento di gioia privata e sociale con l'animo sgombro dalle ombre della polemica politica”, auspicando che “la felicità di Basso e Bazzo possa essere buon presagio per le molte coppie che, per status, pregiudizi o altro, non possono vivere in piena luce il loro amore né tantomeno formalizzarlo acquisendo pari diritti e doveri”.

