"L'offensiva militare israeliana contro l'Iran non è ancora conclusa". È l'avvertimento lanciato ieri dal primo ministro Benjamin Netanyahu, pronunciato durante una visita al Centro nazionale delle operazioni di emergenza sanitaria. A riportarlo è il Times of Israel. Bibi ha poi proseguito: "Con l'operazione in corso stiamo rompendo le loro ossa e non abbiamo ancora finito". E ancora: "Far crollare il regime è nelle mani del popolo iraniano". E Netanyahu ha infine concluso: "La nostra aspirazione è di portarlo a liberarsi del giogo della tirannia. E se avremo successo insieme, arriveremo a una fine permanente e al cambiamento", ha assicurato. Ma il ruggito di Bibi non si è fermato qui, un post con lui come protagonista ha fatto il giro del mondo. Netanyahu "centra" con le freccette su un immaginario tabellone il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, e la Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei. Il video è stato pubblicato su X dal suo consigliere Topaz Luk. Un modo per sottolineare i successi rivendicati dal capo di governo, in particolare in vista dell'appuntamento elettorale di quest'anno. Un'idea che aveva già avuto la settimana scorsa il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich. Il leader dell'estrema destra sempre su X aveva postato un filmato celebrando le vittorie di Israele sui suoi nemici, mostrando i volti di Nasrallah, dei leader di Hamas Ismail Haniyeh, Sinwar e Mohammed Deif, oltre a dirigenti iraniani, compreso Khamenei. Una strategia comunicativa dunque corroborata e che si ripete.
Ieri sono ancora proseguiti i combattimenti e la guerra infuria più potente che mai. "L'aviazione israeliana ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime a Teheran", ha comunicato il portavoce militare, il colonnello Avichay Adraee. Secondo i media israeliani, è stato colpito un altro deposito di greggio nella capitale iraniana e luoghi simbolo dei Pasdaran. Bombardamenti incessanti anche in Libano. L'Idf ha emesso un ordine di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere di Tiro e Sidone, in vista dei raid aerei contro le infrastrutture del Partito di Dio. "Le Idf colpiranno le strutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah per la vostra sicurezza dovete lasciare immediatamente le vostre case e dirigervi a nord del Litani", ha affermato ancora il colonnello Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dai palazzi. Mentre il movimento sciita libanese ha fatto sapere di aver respinto un tentativo dell'esercito di Tel Aviv di avanzare nel sud del Libano. In una dichiarazione diffusa, il Partito di Dio ha comunicato così di aver reagito: "I combattenti della resistenza islamica hanno fermato un'offensiva delle forze israeliane nella periferia meridionale della città di Al Khiyam".
Secondo il gruppo, i miliziani avrebbero colpito direttamente due carri armati Merkava israeliani, uno dei quali avrebbe preso fuoco. Hezbollah ha aggiunto che, mentre l'esercito di Tel Aviv tentava di evacuare i due tank, i guerriglieri hanno preso di mira anche le squadre di recupero durante intensi scontri con l'unità avanzante. In precedenza, il partito sciita libanese aveva riferito di aver condotto altre sette operazioni combinate lungo il confine meridionale, attaccando concentrazioni di truppe e mezzi israeliani. Ma l'esercito dello Stato ebraico continua a martellare pure Beirut. L'aeronautica di Tel Aviv ha ancora bombardato le infrastrutture di Hezbollah a Dahieh, la roccaforte del gruppo sciita nella capitale. E le vittime crescono. Il ministero della Salute libanese ha comunicato il bilancio dei raid israeliani nel Paese dei cedri: 486 morti e 1.313 feriti.

