Mondadori Digital potrebbe seguire le tracce di Bending Spoons ed essere la prima società editoriale italiana che approda al Nasdaq. "Non so in quale mercato e non so quando ha detto ieri il Ceo di Mondadori, Antonio Porro (in foto), alla presentazione della nuova divisione digitale del gruppo ma sì, certo, la quotazione è un'ipotesi di maggiore flessibilità da prendere in considerazione. Però prima servirà raggiungere una certa soglia e certi obiettivi". Anche aprendo eventualmente il capitale a nuovi investitori diretti (come appena avvenuto con Edilportale). La presentazione è avvenuta proprio a casa di Edilportale (nello show room milanese di Archiproducts), il portale di edilizia/design rilevato da Mondadori Digital in febbraio in cambio di una quota dell'11% del capitale. E ora, guidata dall'Ad Andrea Santagata, la nuova digital company ha annunciato ricavi proforma 2025 di 104 milioni, un ebitda del 20% e 460 professionisti impegnati su tre fronti: food, lifestyle, Design. Tre pilastri di un ecosistema crossmediale unico con una fanbase di oltre 137 milioni di follower e 33 milioni di utenti unici mensili, non solo in Italia, ma anche all'estero, dove Archiproducts per citare l'esempio del verticale del design realizza il 35% dei ricavi da Usa, Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna.
Per Santagata quella del digitale è l'editoria del domani, ma ha le sue regole che vanno comprese. La IA cambia le logiche della produzione e della distribuzione di contenuti sui canali web e social: "Bisogna essere bravi a dare a questi un valore: l'audience non va aspettata, ma va inseguita, creando nei clienti un senso di appartenenza". Una sfida che, in partenza, vede il business digitale valere un ottavo rispetto agli 800 milioni che Mondadori ricava dai libri. Ma se sviluppato come si deve, rappresenta senz'altro un bel pezzo del futuro del gruppo presieduto da Marina Berlusconi.

