BF, balzo di fatturato e margini. Accelerano le attività in Africa

Scritto il 25/04/2026
da Marcello Astorri

Vecchioni: "Ha premiato il controllo della filiera"

BF archivia il 2025 con fatturato e margini in crescita. Il consiglio d'amminsitrazione della società agroindustriale, infatti, ha chiuso il 2025 con un valore della produzione di 1,73 miliardi (+15%), un ebitda (il margine operativo lordo) di 129 milioni (+29%) e un utile di 15 milioni. La crescita registrata è imputabile, oltre che all'ampliamento dell'area di consolidamento attraverso l'imputazione integrale di diverse società controllate durante dello scorso anno; oltre alla crescita registrata nell'unità di business internazionale. In particolare, quest'area del gruppo ha registrato una forte crescita del valore della produzione (+226%, equivalente a 120 milioni nel 2025

rispetto ai 37 milioni del 2024) e della marginalità (con un Ebitda di 16 milioni nel 2025 rispetto a quello di 4 milioni registrato l'anno prima). A premiare, spiega la società, è il maggiore focus sull'attività di consulenza a maggior valore aggiunto e alle attività di sviluppo condotte in Algeria, Ghana e Congo delle «BFuture Farm», il modello di azienda agricola sviluppato nei territori in cui opera BF International.

A fronte di questi risultati, il board ha deciso di proporre all'assemblea dei soci, convocata per il prossimo 5 giugno, un dividendo di 0,076 euro per azione.

«I risultati registrati nel 2025 dal gruppo BF evidenziano la presenza di una struttura resiliente alle volatilità esogene del mercato», ha commentato il presidente esecutivo Federico Vecchioni (in foto), il quale osserva come l'indirizzo strategico intrapreso ormai da diversi anni, che individua nel controllo proprietario della filiera il fattore di contenimento degli elementi che possono incidere sulle marginalità dei diversi comparti produttivi.

«La crescita rilevata sia dell'Ebitda che del valore della produzione vanno nella direzione di garantire una generazione stabile di valore di BF e delle partecipate», ha aggiunto Vecchioni.

Secondo il cda, che ha analizzato l'impatto della crisi in Medioriente, «il gruppo BF non risulta esposto in maniera diretta a rischi di indisponibilità delle forniture di gas ma è esposto ad impatti diretti sulla disponibilità e sui costi di concimi e prodotti fitosanitari, in quanto il Golfo Persico è un hub cruciale per l'esportazione di azoto e zolfo». Tra gli altri fattori che potrebbero produrre un impatto indiretto su BF ci sono l'approvvigionamento e i costi dei prodotti petroliferi «in relazione alla commercializzazione di gasolio agricolo della controllata Eurocap».