Ex Ilva, Flacks chiude il cerchio: in arrivo la “cordata” per il salvataggio

Scritto il 10/06/2026
da Sofia Fraschini

Scossa al dossier Ilva. Dopo settimane di silenzio, ha preso forma il tavolo tecnico che con l’americana Flacks metterà a punto un nuovo piano di rilancio per Taranto. Secondo quanto appreso, in giornata il gruppo americano dovrebbe comunicare ufficialmente i partner che lo supporteranno nelle prossime fasi per definire i contorni di un progetto che sia accettato dai commissari che gestiscono l’amministrazione straordinaria del siderurgico. Il “concerto”, anticipato due settimane fa dal Giornale, si sarebbe concluso con l’adesione sicura di 2 partner, Danieli e Metinvest. Un terzo soggetto italiano starebbe decidendo in queste ore di salire a bordo.

Il gruppo americano continua a voler concretizzare il proprio piano di rilancio, ma le obiezioni mosse dai commissari su una solidità finanziaria promessa, ma non dimostrata, hanno spinto il potenziale cavaliere bianco a un ulteriore sforzo.

L’iniziativa di Flacks ha l'obiettivo di costruire un percorso industriale competitivo per il rilancio dell'ex Ilva, rafforzandone la continuità produttiva, la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e la sostenibilità ambientale. Un passo ulteriore rispetto a quello fatto finora dagli americani e che punta a convincere i commissari della bontà del progetto di rilancio che sarà condiviso con grandi operatori.

Una corsa contro il tempo visto lo stato in cui versa l’azienda.

I continui incidenti e l’immobilismo delle ultime settimane hanno spinto Fiom, Uilm e Usb a sollecitare un confronto urgente con il Governo denunciando il mancato incontro richiesto nelle scorse settimane a Palazzo Chigi e al ministero delle Imprese e del Made in Italy. In una nota congiunta, le organizzazioni sindacali affermano che "il Governo non ha tempo per l'ex Ilva", giudicando "grave e incomprensibile" il rinvio del confronto su quella che definiscono "la più grande vertenza industriale del Paese".

I sindacati spiegano di aver ricevuto nella mattinata dell'8 giugno una comunicazione del Mimit che, a causa di impegni istituzionali, rinviava alla prossima settimana a Roma l'eventuale incontro richiesto. Una decisione che, secondo Fiom, Uilm e Usb, rappresenta "un'occasione mancata" per discutere direttamente con le rappresentanze dei lavoratori delle criticità che interessano il polo siderurgico.
 Al centro delle preoccupazioni sindacali vi sono l’assenza di risorse finanziarie, le ricadute sulle manutenzioni e sulla sicurezza degli impianti, l'aumento della cassa integrazione e l'incertezza sul bando di vendita internazionale, più volte rinviato. Le sigle chiedono inoltre chiarezza sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito e sulle ripartenze degli impianti, dagli altoforni alle batterie e all'area a freddo”.

Risposte che ora, con un nuovo progetto all’orizzonte, dovrebbero prendere forma a breve.