Siamo in tempi di Mondiali e di grandi calciatori. Per chi, oltre a vedere le partite, vuole anche provare un po' di nostalgia per i campioni del passato, ecco che Raiuno stasera in prima serata propone una docu-fiction su uno dei portieri più amati della storia del calcio. «Ci sono figure che sembrano appartenere a un tempo diverso, più lento, più silenzioso. Dino Zoff (foto) è una di quelle» dice Giovanni Filippetto, regista della docufiction Dino Zoff - Volevo solo fare bene il mio lavoro, una produzione Tunnel in collaborazione con Rai Fiction. Protagonisti lo stesso calciatore, Marco Bocci e Javier Leoni. Attraverso immagini d'archivio e tante testimonianze, il programma ripercorre la vita e la carriera di Zoff, dagli inizi difficili fino all'affermazione con la Juventus, dagli Europei del 1968 al trionfo ai Mondiali del 1982. Le voci di protagonisti come Marco Tardelli, Bruno Conti e il ricordo del contesto umano e sportivo di Enzo Bearzot e Gaetano Scirea restituiscono il ritratto di una generazione e di un'idea di calcio fondata su lealtà e spirito di squadra.
Il racconto parte dall'incontro di un ragazzo che sogna di fare il portiere e Dino Zoff che lo aiuta a prendere coraggio e prosegue con un incontro con De Gregori. Un viaggio che aiuta a capire «un uomo che non ha mai avuto bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare».