Unicredit al traguardo Commerz va all'arrocco

Scritto il 10/06/2026
da Marcello Astorri

Gli italiani ora hanno in mano il 54% dell'istituto. Dai tedeschi accuse di "gonfiare" le adesioni

Unicredit avanza ormai inesorabile nel capitale di Commerzbank. L'offerta pubblica di scambio dell'istituto italiano, ormai a una settimana dalla conclusione, sta proseguendo con esito superiore alle aspettative dal momento che l'aggiornamento di ieri sulle adesioni ha portato i pacchetti di azioni consegnate al 10,9 per cento. Piazza Gae Aulenti, in serata, ha pubblicato una nota stampa per fare il punto sulle azioni realmente in suo possesso: considerando il 26,8% di sua proprietà prima dell'offerta e il 10,9% che gli è già stato consegnato, già ora Unicredit ha in tasca il 37,7% delle azioni che le garantiscono il controllo dell'assemblea straordinaria senza nemmeno riscattare i derivati. Però non finisce qui, perché ci sono gli strumenti finanziari a regolamento fisico, che prevedono la consegna delle azioni al riscatto, che garantiscono un altro 3,2% che portano il totale al 40,9%. «Entrambi i livelli superano la soglia del 30% che Unicredit si era prefissata di conseguire con l'offerta», scrive soddisfatto il gruppo italiano. Le adesioni all'offerta - che si concluderà il 16 giugno - ora verranno aggiornate quotidianamente.

La cavalcata del ceo Andrea Orcel, quindi, sembra ormai prossima a raggiungere il traguardo, malgrado la tenace opposizione del governo tedesco che ora dovrà giocoforza accettare il fatto compiuto. Non è da dimenticare, infatti, che Unicredit ha un'ulteriore carta costituita dai derivanti a regolamento per cassa che ammontano al 13,2%, che non prevedono la consegna diretta di azioni ma garantiscono comunque che una parte di capitale rimanga sotto controllo e al riparo da intrusi. Insomma, considerando tutto, la banca italiana ora ha in pugno oltre il 54% del secondo istituto tedesco. Nonostante questo, Unicredit non abbassa la guardia e nella nota attacca i vertici di Commerz. Nelle scorse settimane i vertici dell'istituto di Francoforte avevano fatto dichiarazioni che incolpavano Unicredit di aver fornito al mercato informazioni fuorvianti. «Qualsiasi insinuazione secondo cui Unicredit avrebbe intenzionalmente confuso le categorie di disclosure al fine di sovrastimare artificialmente il livello percepito di adesioni all'offerta», si legge sulla nota, «è priva di qualsiasi fondamento, sia fattuale che giuridico». Le comunicazioni fatte - prosegue l'istituto - sono in linea con il German Securities Trading Act e con il German Takeover Act e «sono oggetto di un dialogo continuo, pienamente trasparente, con l'autorità di vigilanza BaFin» (la Consob tedesca). Anche dalla Germania non hanno deposto le armi e un portavoce dell'istituto ha riferito che «in base alle informazioni di cui disponiamo, finora non è stata individuata alcuna accettazione dell'offerta da parte di un investitore istituzionale, mentre il totale delle accettazioni da parte di investitori privati corrisponde a una quota azionaria pari solo allo 0,05% circa».