Statali, aumenti fino a 220 euro al mese

Scritto il 10/06/2026
da Matilde Sperlinga

Nel nuovo contratto arrivano anche le regole per l'uso dell'intelligenza artificiale

C'era una volta il mito del posto fisso, raccontato per decenni come il rifugio sicuro, ma un po' immobile, privo di slanci. Oggi quella narrazione non basta più. In un mercato del lavoro dove il settore privato offre oro in cambio di preziose competenze, è arrivato il momento per la Pubblica Amministrazione, guidata dal ministro Paolo Zangrillo (in foto) di agire di conseguenza, per non perdere personale.

A tal proposito, dopo mesi di richieste, ieri si è svolto l'incontro tra l'Aran (l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) e le organizzazioni sindacali per rinnovare il contratto. Parliamo di circa 195mila dipendenti, tra i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici. La novità? Un aumento medio salariale di circa 160 euro lordi mensili, con picchi che superano anche 220 euro per il 2025-2027. Ma ciò che sorprende non è solo contabile: per la prima volta entrano regole per l'adozione dell'intelligenza artificiale negli uffici pubblici, segno che l'obiettivo è quello di digitalizzare i processi senza però subire la tecnologia. Un restyling che si somma ai benefici fiscali scattati a gennaio con il taglio dell'Irpef e la detassazione dei premi di produttività, che per la classe media dei funzionari valgono un ulteriore incremento netto.

Dietro l'accelerazione di Palazzo Chigi non c'è solo la necessità di difendere il potere d'acquisto dei lavoratori dall'onda lunga del costo della vita, ma anche la necessità di modernizzare la macchina burocratica italiana. Svecchiare i ministeri, equiparare i diritti alle ferie tra neoassunti e anziani e alzare le buste paga sono le mosse obbligate per rendere i concorsi pubblici attraenti anche per i più giovani, in linea con il piano di assumere un milione di persone entro i prossimi sei anni.

Ma rendere la Pubblica amministrazione più attrattiva per chi ci lavora è solo una parte della sfida. L'altra riguarda il rapporto con i cittadini. L'idea è abbattere i muri e trasformarli in porte aperte a chiunque. Secondo la Commissione europea la Pa italiana sta uscendo vittoriosa da questa impresa. Nel Pacchetto di Primavera del primo semestre la Commissione ha infatti detto che «la percezione della pubblica amministrazione da parte dei cittadini italiani è migliorata: la quota di coloro che la trovano complessa ed eccessivamente gravata dalla burocrazia è diminuita di 14 punti percentuali dal 2023». Questo significa che più del 60% dei cittadini italiani hanno restituito un parere positivo sulla Pa, in linea con il livello di soddisfazione degli altri paesi europei. A fare la differenza è stata l'istituzione del portale italiasemplice.gov.it. che ha semplificato il rapporto tra istituzioni e cittadini, rafforzando anche il livello di fiducia.