Nemmeno il tempo di mettere piede sul suolo americano che la Nazionale di calcio dell’Uzbekistan, con il suo allenatore Fabio Cannavaro, è stata perquisita da cima a fondo dai rigidissimi controlli messi in atto per gli imminenti Mondiali di calcio.
La perquisizione a Cannavaro
Appena sceso dal pullman che ha portato la squadra allo stadio di New York per l’amichevole contro l’Olanda (persa 2-1 dagli uomini di Cannavaro), l’italiano è stato subito perquisito dalla polizia locale con metal detector e cani antidroga. Il video di quella che è stata ritenuta una vera e propria perquisizione sta facendo il giro del web: anche borse e trolley sono stati visionati da cima a fondo nemmeno fossero in aeroporto. L’allenatore e i calciatori uzbeki, con lo staff, sono stati tenuti in osservazione per svariati minuti: in molti hanno criticato l’atteggiamento esageratamente rigido della polizia americana.
Cosa è successo ad altre delegazioni
La vicenda di Cannavaro e della sua Nazionale non è stata nemmeno la più severa dal punto di vista dei controlli. Infatti, a suscitare polemiche e indignazione social è stato il caso del calciatore sengalese Pathé Ciss che ha potuto raggiungere il ritiro della sua Nazionale soltanto qualche giorno dopo la partenza della delegazione.
Ebbene, una volta atterrato nel suolo americano, gli è stato fatto un controllo approfondito addirittura sulla pista dell’aeroporto: il calciatore è stato fatto sedere e ispezionato in ogni parte del suo corpo, quasi come fosse un carcerato. Ma non è tutto: alcune delegazioni sono rimaste chiuse in aeroporto addirittura per svariate ore prima che i controlli fossero effettuati.
Why are athletes being treated this way?
— TobyWrites (@tobyasky) June 8, 2026
That’s Cannavaro ffs, these are professional footballers wtf man.
They’re being searched like thieves. They also select the countries they do this too. Are there videos os them doing this to the elite teams? pic.twitter.com/LU1O77LgES