Alla scoperta di Curaçao, la nazione più piccola della storia a partecipare ai Mondiali

Scritto il 09/06/2026
da Antonio Prisco

All’esordio ai Mondiali, il piccolo Paese caraibico ha una rosa di 25 giocatori su 26 nati nei Paesi Bassi. Un piccolo "miracolo calcistico" nato grazie a Kluivert ed Advocaat

Ancor prima del debutto, Curaçao è già entrata nella storia dei Mondiali. Il 15 giugno, il piccolo Paese caraibico disputerà la sua prima partita in assoluto della Coppa del Mondo contro la Germania. A guidarla ci sarà il ct Dick Advocaat, 78enne guru del calcio olandese, ritornato in panchina per l’inizio del torneo, dopo una pausa per problemi familiari.

Intanto Curaçao si candida a diventare la squadra simpatia della competizione. Il motivo? Si tratta della nazione più piccola ad aver mai partecipato alla fase finale dei Mondiali ed ha una storia calcistica molto recente. Per chi non lo sapesse ha una superficie di soli 444 km² e una popolazione di circa 185.500 abitanti. Fa parte del Regno dei Paesi Bassi e si affaccia sul Mar dei Caraibi, di fronte alle coste del Venezuela. Sulla mappa del calcio mondiale è apparsa solo quindici anni fa con l’ingresso nella Fifa e la disputa della prima partita ufficiale nel 2011. Per molti anni veniva a malapena menzionata quando si parlava delle squadre della Concacaf. La storia però è cambiata lo scorso novembre, quando dopo il pareggio contro la Giamaica, ha staccato il pass per la qualificazione ai Mondiali 2026.

Un percorso di crescita iniziato quando la Federazione calcistica ha deciso di perseguire una strategia di sviluppo a lungo termine basata sui suoi legami storici con i Paesi Bassi. Questa politica ha aiutato la crescita della qualità dei suoi giocatori e a colmare il gap con le nazioni calcistiche più forti del Centro America. Oltre all’esperto Advocaat, tanto merito va dato anche a Patrick Kluivert, sulla panchina di Curaçao nel 2015. L’ex stella di Ajax, Milan e Barcellona ebbe per primo l’idea di rendere quanto più olandese possibile Curaçao. La sfida non era soltanto quella di scovare talenti convocabili, quanto convincerli a rappresentare questa piccola nazionale, rinunciando così alle velleità di vestire la maglia prestigiosa maglia arancione dell’Olanda. Anche perché ogni cittadino di Curaçao possiede il passaporto olandese. I risultati sono stati migliori del previsto. C’è comunque da dire che senza le idee di Kluivert, questo fantastico percorso, che poi ha portato all’arrivo di Advocaat e al coronamento del sogno mondiale, non sarebbe mai e poi mai cominciato.

Quanto alla squadra dei 26 giocatori convocati, 25 sono nati nei Paesi Bassi. L'attaccante Tahith Chong, prodotto del settore giovanile del Manchester United, è l'unico giocatore nato a Curaçao, ma è emigrato in Olanda all'età di 10 anni. Oltre a Chong, in rosa ci sono anche molti giocatori con esperienza nel calcio europeo come Eloy Room, Riechedly Bazoer, Joshua Brenet, Juninho Bacuna e Jurgen Locadia. La maggior parte di loro proviene da importanti vivai olandesi e ha giocato in Eredivisie. Le caratteristiche tecniche della squadra riflettono lo stile di gioco olandese. Si punta tanto sul possesso palla, sull'attacco e viene valorizzato il ruolo degli esterni. Su questa base Advocaat ha aggiunto disciplina e pragmatismo, qualità tipiche del suo gioco. Questo lo ha reso una squadra con un rendimento costante, che riesce sempre a restare con la testa nella partita.

A questo punto viene da chiedersi, Curaçao potrebbe diventare la grande rivelazione dei prossimi Mondiali? La sua storia ricalca un po’ quella del Senegal, debuttante ai Mondiali 2002. La nazionale africana, formata all’epoca da un insieme di giocatori francesi di origine senegalese che militavano in piccole squadre, finì per battere all’esordio proprio la Francia, diventando così la sorpresa nel torneo. Difficile però che Curaçao possa emulare il Senegal, considerando il valore delle avversarie del Gruppo E (Germania, Ecuador e Costa D’Avorio). Servirebbe davvero un miracolo calcistico. Ma in casi come questo, partecipare ai Mondiali e farsi conoscere dal mondo intero è già una grande vittoria. E Curaçao ci è già riuscita.