Nuova tegola per la Boccia: tesi di laurea copiata al 91%

Scritto il 09/06/2026
da Diana Alfieri

I dubbi dei pm sull'elaborato che risulterebbe quasi identico a un lavoro del 2018

Nuova tegola per Maria Rosaria Boccia (nella foto): si chiudono le indagini sul caso della laurea. L'atto è stato depositato oggi al Tribunale di Napoli, sezione Sicurezza dei Sistemi Informatici, come riportato da Fanpage. Indagine partita dall'Università Pegaso che si è costituita parte civile. Al centro dell'inchiesta c'è la tesi di laurea presentata dall'imprenditrice - nel mirino delle cronache per il legame avuto con l'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano - all'Università telematica Pegaso. La Procura vuole accertare se vi siano ipotesi di reato. Sono due gli episodi finiti sotto la lente dei magistrati. Il primo riguarda l'elaborato discusso in occasione dell'esame di laurea del Corso di Economia e Management, sostenuto in modalità telematica il 23 gennaio 2023. Secondo l'accusa, Boccia avrebbe presentato come proprio un lavoro dal titolo: «Sistema Sanitario Nazionale: luci e ombre di un'eccellenza italiana stretta dai vincoli della finanza pubblica». Una tesi che - stando agli accertamenti - sarebbe in larga parte sovrapponibile a quella di un'altra studentessa, laureata alla Luiss di Roma nell'anno accademico 2017/2018 con una tesi triennale dal medesimo titolo. Il dato contestato dagli inquirenti è particolarmente rilevante: dagli accertamenti sarebbe emerso un tasso di plagio pari al 91%. La contestazione viene aggravata dal fatto che da quella tesi sarebbe derivato il conseguimento del titolo di laurea. Il secondo capo d'accusa riguarda invece una presunta falsa dichiarazione sostitutiva di certificazione. Nello specifico Boccia avrebbe dichiarato che l'elaborato fosse originale e autentico.

L'Università telematica Pegaso - come detto - si è costituita parte civile. L'inchiesta è stata infatti avviata a seguito di una denuncia presentata proprio dalla stessa Università, che risulta parte lesa nella vicenda e che ha fornito alla Procura la documentazione necessaria, senza procedere ad accessi invasivi.

Già lo scorso settembre, a seguito di un servizio giornalistico in cui erano stati sollevati alcuni dubbi in merito all'autenticità della tesi di laurea di Maria Rosaria Boccia, l'Università aveva avviato le opportune verifiche sul titolo e sull'elaborato, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, correttezza e riservatezza, adottando le misure più adeguate in conformità con le normative vigenti e gli interessi coinvolti.