Accattonaggio con i cani, la legge è ferma in Regione

Scritto il 10/06/2026
da Gioia Locati

È bloccata da più di un anno in Regione una proposta di legge popolare firmata da 6mila cittadini che chiede di vietare l'accattonaggio con animali. Molti Comuni, fra i quali Milano, hanno da svariati anni un'ordinanza che vieta di impietosire i passanti con le bestiole ma - annosa questione - nessuno controlla, nessuno multa, nessuno sequestra gli animali. Perciò il traffico continua indisturbato (perchè di traffico si tratta). Come mai la legge popolare è ferma in Regione da più di un anno?

"Si trova nei cassetti della Commissione Sanità, alla quale è stata assegnata dall'Ufficio di Presidenza dal luglio 2025 - ha spiegato Carolina Sala, promotrice e prima firmataria, Presidente dell'Associazione a Tutela Legislativa Animali e Ambiente Task Force Animalista - Abbiamo fatto il possibile per rispettare i sei mesi richiestici. La Regione dopo aver validato la PdL dagli uffici e dall'Ufficio di Presidenza con il rilascio del DUP (Documento Unico di Presidenza), l'ha assegnata alla Commissione Sanità e poi pare l'abbia dimenticata in un cassetto. A oggi la proposta non è stata nemmeno calendarizzata per la discussione". Secondo l'associazione animalista la legge nasce con l'intento di eradicare una vera e propria rete criminale. "Gli animali impiegati per la pratica dell'accattonaggio arrivano spesso stipati in camion provenienti dai Paesi dell'Est Europa, privi di qualsiasi profilassi sanitaria o controllo veterinario. Sono spesso picchiati, sedati, tenuti per ore sotto il sole o al gelo al solo scopo di impietosire i passanti e massimizzare i guadagni della questua. Non ci sono controlli delle forze dell'ordine e alle numerose segnalazioni di maltrattamento nessuno interviene, mancano poi tra le volanti lettori chip, considerando che la maggior parte di libretti sanitari sono fittizi e compilati da veterinari collusi - continua Sala - Ci è capitata una cagnolina di pochi mesi in via Dante a Milano sedata e invasa di pulci, aveva un libretto dal quale risultava che il chip fosse stato messo in Bulgaria un mese dopo. I presunti proprietari cambiano spesso cane e i cani spesso proprietario, alcuni spariscono e ci viene raccontato che li hanno riportati in Serbia, in Bulgaria, in Romania, ma la realtà è che molti muoiono per mancanza di cure".