Che la sicurezza fosse il tallone di Achille di questa amministrazione si sapeva. Ora tra movida e dotazione ancora rimandata del taser si è innescato un corto circuito a sinistra con il presidente della commissione Sicurezza del Comune, il Pd Albiani che dopo aver invocato le «bolas» al posto della pisstola a impulsi elettrici attacca il sindaco e la giunta di «incapacità nella gestione della vita notturna». Ma a chiarire l'atteggiamento meramente opportunista con cui sono state emanate le ordinanze estive anti movida ci aveva pensato Sala stesso un mese fa: «Credo che le ordinanze servano fino a un certo punto: vanno fatte a livello di tutela dal punto di vista civile e penale del Comune, perché se non fai un'ordinanza e non regolamenti sono più facili i ricorsi».
Ieri il sindaco ha firmato, per 12 zone della città e il quadrilatero Lazzaretto-Melzo, una lista di restrizioni in vigore da domani al 2 novembre. A Nolo, Isola, Sarpi, Cesariano, Arco della Pace, Como/Gae Aulenti, Garibaldi, Brera, Ticinese, Darsena e Navigli, Cinque Vie e Bicocca sarà vietata, come lo scorso anno, per gli esercizi di vendita al dettaglio (inclusi i supermercati) e i distributori automatici dalle 22 la vendita di bevande alcoliche, la vendita e la somministrazione per asporto di tutte le bevande alcoliche, per tutte le tipologie di esercizi pubblici e attività artigianali di asporto, da mezzanotte, l'utilizzo del plateatico per qualunque attività dall'una di notte nei giorni feriali e dalle 2 il week end e nei giorni festivi per tutti i pubblici esercizi concessionari di plateatici. Stop dalle 20 al commercio itinerante su area pubblica nelle aree urbane di movida.
Sono tre le nuove «zone rosse»: Bicocca, l'estensione di Nolo alle vie Crespi e Termopili e dell'area della Darsena e dei Navigli alla via Tortona. Secondo aspetto: la stretta su Lazzaretto-Melzo, in ottemperanza alla Sentenza del Tribunale di Milano (9566/2025) che ha condannato il Comune a «far cessare le immissioni rumorose superiori alla normale tollerabilità nell'area» e a risarcire i cittadini per la mancata tutela del loro diritto al riposo. Qui sono vietate la vendita e la somministrazione per asporto di alimenti e bevande alcoliche ed analcoliche, dalle 22 alle 6 per tutte le tipologie di esercizi pubblici e distributori automatici, fermo restando la possibilità di consegna a domicilio. Vietato utilizzare il plateatico per qualunque attività da mezzanotte alle 6, vietato dalle 20 alle 6 tutto il commercio in forma itinerante su area pubblica anche a titolo gratuito.
«Le restrizioni nell'area Lazzaretto-Melzo vanno ben oltre quanto necessario per rispondere alla sentenza del Tribunale - attacca Albiani -: il divieto di asporto di qualsiasi alimento e bevanda dalle 22 alle 6, insieme alla chiusura obbligatoria dei plateatici a mezzanotte, colpisce in modo indiscriminato attività che non hanno nulla a che fare con i fenomeni che si intende contrastare. Ho infine una preoccupazione concreta sulla sicurezza: se i locali chiudono prima del solito, le strade si svuotano prima. Meno occhi, meno presenza, meno presidio del territorio».
Ma questa serie dettagliata di restrizioni lasciano il tempo che trovano se non ci sono sufficienti pattuglie a controllare, come avviene ogni estate. Non solo, l'unico strumento che potrebbe aiutare i ghisa a sedare risse e avventori molesti sarebbe il taser, che il centrosinistra fa fatica ad autorizzare nonostante una sperimentazione di sei mesi, il parere più che positivo del comandante. Risultato: due giorni fa la votazione della delibera in consiglio è slittata a domani. Il «sì» della maggioranza sarà condizionato dal fatto che gli agenti seguano «corsi di formazione per gestire i rapporti con le comunità razializzate e le persone lgbtqia+» da tenersi prima dell'assegnazione del dispositivo e con cadenza biennale. E all'istituzione di presidi fissi serali e notturni nelle aree della movida «orientati prioritariamente alla mediazione dei conflitti e alla prevenzione situazionale».