"Unipol non compra filiali ma una banca". Dopo 400 anni il Monte resta senza Siena

Scritto il 09/06/2026
da Marcello Astorri

Il presidente Cimbri: "Ringrazio Carlo per averci invitato". Dall'unione con Bper nascerà il secondo gruppo del Paese

"Noi non stiamo comprando filiali, ma una banca che si chiamerà Monte dei Paschi". Il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, è scatenato nella conferenza stampa fiume alla Unipol Tower di Milano, sede scelta per presentare l'operazione realizzata a braccetto con Intesa Sanpaolo. Quest'ultima risolverà i nodi antitrust vendendo 635 filiali a Unipol, cedendole per l'appunto in una banca di nuova costituzione dal nome "Banca Monte dei Paschi". A Cimbri finiranno parte degli immobili e il marchio storico, dal nome però sparirà dopo 400 anni la parola Siena a indicare che l'istituto avrà sedi operative in più città. Una svolta che deriva dalla natura nazionale del nuovo gruppo, che certo provocherà qualche mal di pancia in Toscana. "Desidero ringraziare Carlo (Messina, ndr) per l'opportunità che ci è stata offerta, a lui mi lega una lunga e consolidata amicizia", ha detto Cimbri. Nessun dribbling alle domande, con Cimbri che ricostruisce un'operazione nata molto tempo prima. La proposta di aggregazione avanzata dal Banco Bpm a Mps? "Hanno fatto un cda per scrivere una lettera d'amore la domenica", mentre i cda di Unipol e Intesa Sanpaolo erano già programmati. Per Cimbri, è stato solo "un tentativo affannoso" per provare a inserirsi.

Unipol chiederà ai soci un aumento di capitale fino a 2,5 miliardi, per un corrispettivo da pagare a Intesa Sanpaolo di massimi 3,5 miliardi per rilevare Banca Monte dei Paschi: da lì arriveranno 42 miliardi di prestiti per un utile netto fra i 400 e i 460 milioni che porterà i profitti di Unipol oltre i due miliardi. La fase-due prevede il coinvolgimento di Bper che, "se darà disponibilità come auspico all'operazione", prevederà la fusione dei due istituti dando vita alla seconda banca italiana, considerando il solo mercato domestico con 2.600 sportelli e 170 miliardi di prestiti. Le sinergie tra costi e ricavi sono stimate a 800 milioni. "Si tratta di un'operazione per consolidare il sistema italiano, fatta da soggetti italiani che godono di una certa stabilità dell'assetto azionario. È la prova che se grandi gruppi uniscono le forze, anche in questo Paese si è in grado di fare operazioni di mercato che piacciono al mercato". Cimbri si è detto inoltre fiducioso che non ci sarà alcun golden power.

Se Bper pagherà in azioni, Unipol si troverebbe con una quota superiore al 40% di Bper (oggi è circa al 29,9% con la stipula di un altro derivato sul 4,9%), "ma non dovremo fare l'Opa". Questo è possibile se l'operazione in assemblea venisse approvata con l'astensione di Unipol, ovvero il soggetto che supera la soglia d'Opa al 30%. Quanto a chi guiderà Banca Montepaschi, Cimbri "ha escluso categoricamente" che possa essere l'ex ad di Mediobanca Alberto Nagel, il quale non ha avuto ruoli da consulente nell'operazione come circolato da alcune indiscrezioni. Quanto a Luigi Lovaglio, attuale ceo di Mps, Cimbri ha detto di stimarlo, ma "non ho avuto modo di confrontarmi con Luigi. Intendo farlo, qualunque cosa vorrà fare".