L'allarme di Coldiretti: "Fermiamo i trafficanti di olio e grano duro, difendiamo il Made in Italy"

Scritto il 10/06/2026
da Redazione web

Speculazioni sui prezzi e il rischio dei prodotti stranieri spacciati per italiani nelle mense di scuole e ospedali: l'agroalimentare italiano sotto attacco

L’agroalimentare italiano affronta una fase di forte tensione. Coldiretti denuncia speculazioni e frodi commerciali che colpiscono l'olio extravergine d’oliva e il grano duro. Si tratta di pilastri della dieta mediterranea che l'associazione chiede di garantire prioritariamente nelle mense scolastiche e ospedaliere per tutelare la salute pubblica.

Il paradosso maggiore riguarda l'olio extavrgine d'oliva: nell'ultimo anno il prezzo è crollato di oltre il 50%, nonostante l’aumento dei costi aziendali. Nella campagna 2025-2026 l'Italia ha prodotto 234 milioni di litri di olio a fronte di ben 545 milioni di litri importati. I consumi interni superano i 460 milioni e l'export si attesta sotto i 320 milioni. Secondo l'organizzazione, i conti non tornano a causa di chi camuffa l’origine del prodotto sfruttando le norme doganali sull’ultima lavorazione. Coldiretti chiede cinque interventi: controlli con risonanza magnetica e mappatura isotopica per certificare l'origine in giudizio, stop alle vendite sotto i costi di produzione, divieto di miscelazione con oli scadenti o trattati termicamente, sospensione dell'import a dazio zero dalla Tunisia e fatturazione obbligatoria delle olive per la tracciabilità.

La situazione è critica anche per il grano duro. In Sicilia, durante la trebbiatura, si registrano offerte d'acquisto a soli 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa almeno 2 euro al chilo e il pane 3 euro. Oltre alle speculazioni e alle fatture false per "italianizzare" il grano estero, preoccupa l'arrivo di navi con grano trattato con glifosato, diserbante vietato in Europa. Per salvaguardare la filiera, Coldiretti propone controlli tramite la legge Caselli, il blocco delle vendite sotto costo, il principio di reciprocità sulle importazioni, la rimozione dei commissari in conflitto di interessi nella CUN e uno stanziamento di 40 milioni di euro per i contratti di filiera.